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C maschile
 il momento della responsabilità

Nei momenti di crisi e di situazioni difficili torna sempre la moda di darsi alla filosofia o ad altre scienze del pensiero. Succede un pò in tutti i campi, soprattutto ai livelli più alti della vita politica ed economica. Succede molto  spesso anche nello sport ed la Petriana, ovviamente, non è mai stata immune da tutto questo. Di periodi difficili ne abbiamo passati tanti, di critiche più o meno  dirette ne abbiamo ricevute altrettante e molte accompagnate da sberleffi e prese per i fondelli. Tuttavia, citando Vasco, siamo ancora qui, NOI e non abbiamo alcuna intenzione di abbassare la guardia. Anzi come sa più di qualcuno può essere pericoloso risvegliare un cane (ci piace più il cane del pesce) che dorme  perchè se da un lato molte volte si è pensato di smettere e , magari per la gioia di più di qualcuno, di togliere il disturbo, dall'altro lato la cocciutaggine insita nella nostra testa ci spinge  a ricominciare ancora più di forte di prima  sotto le sollecitazioni dei molti "soloni" di turno. Fatta questa premessa, la nostra C maschile attraversa una stagione molto travagliata, dovuta ad alcune difficoltà fisiche e tecniche non ancora risolte e sulle quali ora cercheremo di fare chiarezza in modo da eliminare qualunque dubbio di interpretazione più o meno subliminale. La Petriana dopo i fasti che molti conoscono degli anni 90, nel decennio successivo ha deciso di percorre la strada del maggiore coinvolgimento possibile delle forze e delle energie interne con un occhio particolare al potenziamento ed alla valorizzazione del proprio settore giovanile. In questo progetto, più o meno ambizioso, ma  molto affascinante, la prima squadra doveva diventare la naturale conclusione di un percorso sportivo ed agonistico fatto in Petriana. Ovviamente non per tutti i giovani della Petriana ma per quelli che nel tempo si fossero dimostrati più meritevoli. E' chiaro che una società sportiva  (e la Petriana è questo e non altro come qualcuno ingenuamente cerca di far passare,) ha  l'obbligo di giocare per la vittoria. E visto che negli anni si era creato un grande e numeroso settore giovanile l'intento era di accompagnare nel miglior modo possibile la crescita ed il miglioramento tecnico deii  nostri ragazzi accanto a quello di vincere più possibile. Da questo assunto ci si è resi conto, strada facendo, che l'integrazione con qualche giocatore di livello e di esperienza, proveniente da altre realtà che non fossero la Petriana, potesse completare ed arricchire il percorso sportivo e, perchè no, umano dei nostri giovani e poteva rappresentare un ulteriore passo in avanti per la nostra società. Da qui nasce il tentativo di unire realtà spesso diverse con il nostro progetto. Tanti giocatori  con carriere molto importanti hanno abbracciato negli anni questa nostra idea. Quasi sempre gli esiti sono stati positivi ed in rarissimi casi si sono verificati problemi che ci hanno costretto ad intervenire per ricreare quella giusta ed opportuna serenità che occorre per raggiungere i migliori risultati. Ed a questo proposito non possiamo non ricordare che in questi anni si sono vinti due campionati di serie D con alcuni interpreti diversi ma con un nucleo  storico gialloblù quasi immutato  con alcuni inserimenti fondamentali di giovani provenienti dal vivaio ( Fiori,Di Giacomo, Spalvieri , Fioravanti prima e  poi Martongelli, Nero, De Santis, Forgione e Tuccinardi ecc.). Con la promozione nel campionato superiore di C  abbiamo cercato di mantenere buoni livelli non trasgredendo più di tanto alle nostre idee. Ed a questo proposito qualche giorno fa siamo andati a ripescare la cronaca di una partita della scorsa stagione che rappresentò a suo modo una svolta . Parliamo di Cassino-Petriana le due squadre che poi dominarono la stagione regolare. Noi andammo a Cassino  in condizioni di totale emergenza, mancavano diversi giocatori importanti, e per di più con altri giocatori da subito fuori per falli. Eppure vincemmo quella partita ( la cronaca qui) Ci furono tante prestazioni superlative, basta guardare il tabellino, ma fu soprattutto una vittoria della squadra, una vittoria del gruppo.  Quel 18 Ottobre del 2010 rappresentava la consacrazione ed il raggiungimento di un percorso da noi inseguito per quasi 10 anni. Ma poteva e doveva rappresentare l'inizio di una nuova storia e di una nuova avventura che potesse coinvolgere tutta la Petriana e tutti i suoi protagonisti. Oggi quella data sembra sempre più lontana eppure è passato solo un anno. Un anno di gioie, di vittorie ma anche di delusioni e di contraddizioni non proprio tutte  farina del nostro sacco ( a meno che non si voglia accreditare la tesi che in Petriana decide una persona sola al di sopra di tutti ed in ambiti che non sono di sua competenza. Tesi imbarazzante non tanto per la persona oggetto di questa asserzione rectius il Presidente ma soprattutto per le altre componenti della società che sembrerebbero fantocci in mano di chissà chi) E' giusto chiedersi cosa sia successo a quella squadra che aveva  l'undicesimo od il dodicesimo giocatore della rosa motivato e decisivo nelle partite come quello del primo quintetto. Cosa è successo a quel percorso di miglioramento e di avanzamento dei nostri giocatori che, invece,  è sembrato fermarsi. L'evidenza dei fatti, al di là delle difficoltà contigenti, ci dice che alcuni giocatori sono regrediti, invece che migliorati, ed altri che sembravano aver un futuro sempre più luminoso, non riescono neanche ad incidere contro avversari di caratura inferiore. Sono domande che noi ci siamo fatte e che , secondo quelle che sono le nostre prerogative (questo sì), abbisognavano di una risposta forte e discontinua rispetto al passato. Ora sono passati alcuni mesi dall'inizio del campionato e più di qualcuno interpreta le nostre difficoltà pro domo sua. A noi queste interpretazioni ci interessano poco ma non ci piacciono affatto quando vanno a colpire chi in questo momento si impegna e da tutto se stesso per la Petriana. Ovviamente non ci riferiamo al Presidente  ma ci riferiamo a quanti giocatori, allenatori e dirigenti hanno a cuore le sorti dei colori gialloblù. Chi parla a sproposito probabilmente è un avversario della Petriana ed andrebbe trattato come merita senza collaborazionismi o contiguità varie. Eppoi il nostro campionato fino ad ora non è così disastroso come sembra. Siamo Quinti in classifica e siamo a 6 punti dalla vetta . Se pensiamo alle partite compromesse da arbitraggi decisivi ed a quelle già vinte e buttate via, forse a questo punto saremmo addirittura in vetta. Ma la nostra stagione deve comunque trovare un senso che vada al di là del risultato contingente. Dobbiamo  riprendere  di nuovo quella strada di miglioramento e di coinvolgimento delle nuove generazioni gialloblù, un pò troppo frettolosamente accantonata . A questo scopo dobbiamo sfruttare al massimo la potenzialità e la disponibilità di giocatori e uomini unici come Chicco Forti, Saverio Coltellacci, Francesco Bianchi ed il capitano Filippo Focardi che abbiamo la fortuna di avere al nostro fianco e che rappresentano, loro sì,  esempi tangibili di come si possa coniugare nello sport professionalità e divertimento. Ma abbiamo anche bisogno che Martongelli torni a fare il Martongelli di ottobre 2010, che Forgione  torni il Forgione che stese Donato Avenia un paio di stagioni fa ecc.ecc.. Così come abbiamo la necessità che i nostri ragazzi più giovani (Battistini,Arena, Lorenzi, Moscatelli, Buonfiglio ecc.ecc) comprendano che ogni occasione può essere utile e va sfruttata al meglio quando arriva e che  non puoi mai programmare tutto a tavolino ma devi avere la forza di metterti in gioco in qualunque situazione. Eppoi questa occasione potrebbe non ricapitare più. Il momento delle responsabilità è arrivato. Il momento giusto per iniziare a scrivere una nuova pagina della piccola storia della Petriana, una pagina con qualche vecchio protagonista ma anche con qualche nuovo interprete che può cominciare ad ereditare il testimone di chi lo ha preceduto.

Quelli che .........  della Petriana