Alessio Iacoangeli: Un tiro per la nostra storia
Anche noi abbiamo la nostra Hall of Fame. Si perché ricordare non può aiutarci ad affrontare ancora meglio il presente ed il futuro. Con questo spirito nasce la rubrica che oggi ospita il primo profilo di personaggi che in qualche modo hanno fatto la storia della pallacanestro dalle parti di Via santa Maria Mediatrice. Il primo si chiama Alessio Iacoangeli, "il cammello", come era stato soprannominato dai compagni di squadra. Alessio Iaconageli è un'ala di 201 centimetri nato nel 1975. Approda in Petriana quasi casualmente. E' il 1996 ed il "cammello" ha già alle spalle alcuni campionati di ottimo livello giocati in serie B con il Master. La società romana però chiude i battenti e oltre ad Edorado Tartaglia, già in Petriana da alcune stagioni, approdano in gialloblù dal club presieduto dall'avvocato Celebrano anche Iaconangeli, Morabito e Chistolini. In realtà quando Alessio si aggregò al gruppo senior, che disputava per il secondo anno il campionato di serie C nazionale, la rosa era praticamente già fatta. Sotto canestro era arrivato uno tra i più forti pivot che abbia mai calcato il campo del Pala Vongola, ovvero Marcello Santelli. L'arrivo
di Iacoangeli consentì a coach Fabbri di formare una batteria di lunghi di assoluto valore per la categoria visto che accanto ai due giocò anche Alessandro Brunetti. La Petriana in quella stagione partì fortissimo andando a violare il campo del Contigliano e ripetendosi alla seconda giornata in casa contro il Palestrina, una delle favorite per la promozione in serie B. Alla fine dalla stagione regolare arrivarono i playoff grazie al quarto posto conquistato alle spalle di Assisi, Oristano e Palestrina. Partita da sfavorita la Petriana eliminò la favoritissima Assisi, prima della fase regolare, con un secco 0-2 infliggendo agli umbri la prima ed unica sconfitta stagionale sul loro parquet ed approdò in finale con l'Oristano. I sardi avevano il vantaggio del fattore campo e così, con il punteggio in parità grazie ad una vittoria a testa nelle prime due gare, si arrivò alla decisiva partita al Palazzetto Sa Rodia di mercoledì 29 maggio 1996. Oristano avanti di sette a poco più di 5' dal termine e palazzetto in festa (quasi 2000 presenti con …1 solo tifoso, anzi tifosa, al seguito). Poi…poi quello che non t'aspetti. Il ragazzino del gruppo, Francesco Sica, che entra e piazza un 3-3 nel tiro pesante, e il punteggio che si assottiglia grazie ao canestri di Carducci e Marcovaldi. Ultimi 30" in parità. Fallo sul gialloblù Gianni Natalini, che in lunetta fa 1-2 e si va sul 56-57 per noi. Liberi anche per Oristano con il cronometro che segna 7" dalla fine. Time out per la Petriana:"ragazzi dobbiamo arrivare a giocare per un tiro da fuori, il rischio è che sotto non ci fischino niente" le uniche parole che Fabbri riesce, mentre scarabocchia la rimessa contro il pressing, a far arrivare ai suoi nella bolgia del palazzetto sardo. 1-2 per l'Oristano e punteggio sul 57-57. Rimessa di Maurizi per Natalini, palla al capitano Carducci. Oristano, appena la palla supera la metà campo raddoppia sul nostro play che ved un taglio di Iacoangeli dal fondo verso la palla e riceve poco oltre la linea del tiro libero. Una sospensione morbida, la retina che si sposta, il ciuff, ed il gelo della gente di Oristano. Il cronometro scorre…4-3-2-1 e poi la sirena. E l'urlo strozzato dei nostri magnifici ragazzi. Un mucchio selvaggio cui si uniscono gli allenatori, Fabbri e d'Arcangeli, il dirigente Scianca ed il mitico dottor Natalini. Il silenzio dell'impianto di Oristano diventa un grande indimenticabile applauso dello sportivissimo pubblico di casa ai gialloblù. La Petriana è nel sogno e nella storia. Il canestro che l'ha spinta in quello che un lancio dell'agenzia ANSA, ripreso da giornali e televisioni nazionali, chiama il basket che conta è suo. "Omen nomen" dicevano i, latini. E per quella che la gente chiama "la squadra del Papa", e che allora aveva alla presidenza il tifosissimo Cardinal Pio Laghi, da chi poteva arrivare il tiro che l'ha portata in…paradiso, se non da Iaocangeli? Il ragazzo con la Petriana disputerà poi tre campionati di serie B, mettendo in mostra le sue doti agonistiche e di talento da venir acquistato dalla società emiliana dell'Argenta, in B d'eccellenza. Poi il ritorno verso casa, alla Stella Azzurra, ad Anagni e quindi ad Aprilia. Ma il suo nome resta indelebilmente legato al 29 maggio 1996, al tiro che ha portato la Petriana…in paradiso.




